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16 Dic 2025
News Terrin

Riportabilità delle perdite e contributi COVID-19: verso un atto di indirizzo interpretativo del MEF

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La dibattuta problematica relativa alla riportabilità delle perdite fiscali in presenza di contributi COVID-19 si avvia verso una possibile soluzione di natura amministrativa. Nel corso del webinar “L’assistenza dell’Agenzia delle Entrate dedicata agli intermediari”, organizzato dal CNDCEC in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate, il Viceministro dell’Economia e delle Finanze, Maurizio Leo, ha anticipato l’intenzione del Governo di intervenire mediante un atto di indirizzo interpretativo e applicativo del MEF sull’art. 10-bis, comma 1, del DL 137/2020.

L’iniziativa si inserisce in un quadro di forte incertezza applicativa, accentuata dall’orientamento espresso dall’Agenzia delle Entrate in risposta all’interrogazione parlamentare n. 5-04589 del 29 ottobre 2025, secondo cui i contributi COVID-19 dovrebbero qualificarsi come proventi esenti, con conseguente obbligo di riduzione delle perdite riportabili ai sensi dell’art. 84 del TUIR.

La distinzione tra proventi esenti e proventi esclusi

Il punto centrale dell’intervento del Viceministro Leo riguarda la qualificazione giuridico-tributaria dei contributi erogati durante l’emergenza pandemica. In particolare, viene ribadita la necessità di distinguere tra:

  • proventi esenti, che non concorrono alla formazione del reddito in virtù di una espressa previsione normativa e che, per tale ragione, incidono sulla determinazione delle perdite fiscali;
  • proventi esclusi, che restano estranei al reddito imponibile per ragioni strutturali e che, pertanto, non determinano limitazioni alla riportabilità delle perdite.

Secondo l’impostazione illustrata, la normativa emergenziale COVID-19 si limita a stabilire la non concorrenza al reddito dei contributi, senza qualificarli espressamente come esenti. Ne deriverebbe la configurazione di un tertium genus, non riconducibile alla categoria dei proventi esenti e, quindi, non soggetto alle limitazioni previste dall’art. 84 del TUIR in tema di riporto delle perdite.

Gli effetti dell’atto di indirizzo e il superamento della prassi restrittiva

L’annunciato atto di indirizzo del MEF avrebbe l’obiettivo di fornire certezza e tranquillità ai contribuenti che, nel periodo pandemico, hanno subìto perdite significative. In tale prospettiva, verrebbe superata l’interpretazione restrittiva finora sostenuta dall’Agenzia delle Entrate, alla quale gli Uffici sono comunque tenuti ad attenersi una volta emanato l’atto di indirizzo ministeriale. La scelta di una soluzione amministrativa, pur in presenza di un emendamento alla legge di bilancio volto a introdurre una norma di interpretazione autentica, risponde all’esigenza di evitare ulteriori aggravi a carico dei contribuenti colpiti dagli effetti economici della pandemia.

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